LIGNAGGIO FEMMINILE

Il lignaggio femminile è legato in modo indissolubile con il sangue mestruale. Con esso stabiliamo un legame di continuità. Tutte le donne prima di noi hanno sanguinato. Tutte le donne prima di noi hanno vissuto o le guerre, la povertà, la violenza, o il dolore e le cicatrice dell'utero che ha accolto, nutrito e partorito oppure perso sogni speranze o un bambino tanto desiderato.
Da quando mi interesso del femminile mi sento di onorare il legame del mio lignaggio. Quante storie potrebbe raccontare..
Le nonne hanno sempre un' impronta significativa per noi donne. Le nonne ti passano un sapere, te lo donano, anche se eravamo troppo piccole per capirlo. Sono illuminate da questa saggezza di vita che riconosciamo nei ricordi, quando non ci sono più.
Ricordo la mia quando mi chiedeva di intrecciare i suoi capelli lunghi. Erano talmente tanti che non riuscivo a prenderle tutte con le mie manine da bambina, allora dividevo in due parti e univo due trecce alla fine. Mai visto tagliarli.
A volte la trovavo seduta a guardare la luna e mi diceva: se ti manca qualcuno guarda la luna, forse in quel momento la state guardando insieme.

Era una contadina, aveva solo un vestito "da festa"... blu.
Accendo una candela e onoro la sua storia. Se non abbiamo una memoria di una nonna, non importa, nel nostro sangue scorre un po' di memoria di tutte le donne del nostro lignaggio intrecciato nelle nostre cellule e nel nostro sangue.


IL PREMESTRUO

Se vi chiedessi qual è la fase del ciclo mestruale dove vi sentite più a disagio, che mi direste? La maggioranza mi risponderebbe il premestruo, elencandomi i disturbi legati alla sindrome premestruale.

Il premestruo non gode di ottima reputazione in questa società. Perché?

Perché è  la fase dove la donna inizia a dire di no, è meno disponibile con gli altri, se non addirittura non lo è  per niente.
È  la fase particolarmente criticata. Più ci dicono: ma che hai ti devono venire? Più  sale la tensione.
È la fase del "non mi stressare" e "non ti sopporto più "

Non è una fase dove viene consigliato di prendere delle decisioni riguardo alla coppia, ma neanche le decisioni in generale.

In questa fase le ferite e la critica vengono tutti a galla e diventiamo le protagoniste di film tipo Xena sensibili alle grandi e piccole ingiustizie.
Le frecciatine volano perché quelle ferite siamo noi.
Ci sentiamo poco amate, non considerate, non valorizzate, non sostenute, non apprezzate nel lavoro, non ... non... (aggiungete da sole)

È  una fase dove bisogna posare i coltelli e tutto ciò che può ferire ( anche la parola), chiudere la porta al mondo esterno e chiedersi:
Quando nessuno mi guarda chi sono?
Riesco a vedere le mie ferite e prendermi cura di loro senza incolpare il capo, il marito, l'amante, l'amica, la suocera e il cassiere del supermercato?

Vista dall'altro punto di vista questa fase ha un grande potere trasformativo.


UN RARO CASO DI...

Oggi vi faccio conoscere un piedino speciale e molto raro da vedere.
Si chiama sindattilia. Viene definita così la fusione di due o più dita dei piedi fin dalla nascita.
A volte capita di vederla su un piede, in questo caso in particolare, e per me è la prima volta, si trova su entrambi piedi.
( Grazie alla mamma che mi ha dato il permesso di condividerlo con voi)

Nella nostra visione più comune e riduttiva si potrebbe considerare un difetto, ma non lo è e ci dice tante cose..
Proviamo ad analizzare insieme.
Le dita dei nostri piedi sono considerate le aree del cervello. Il 2° dito corrisponde all'energia mentale e il 3° all'energia sessuale, in mezzo alle dita abbiamo gli occhi. Questa fusione ci parla della sua intelligenza e del suo carisma, della sua visione ampia delle cose.

Nelle dita troviamo anche l'inizio o la fine dei meridiani. Il terzo dito è "vuoto", ma nel secondo viaggia il meridiano dello stomaco. Tradotto in parole semplici potrebbe essere che il suo tessuto più  debole  dove questa bambina scarica tutte le tensione è  quello dello stomaco.

Cosa possiamo fare per rafforzarlo? Dobbiamo rispondere alle sue domande e nutrire la sua curiosità. È  fondamentale la famiglia dove ogni dubbio, ogni incertezza, ogni domanda trova la sua risposta.
È decisamente un piede diverso che contiene le sue caratteristiche e particolarità ma soprattutto un dono, quello di avere una visione più ampia, una sensibilità più  sviluppata, insomma ha qualcosa in più di noi esseri dalle dita dei piedi standard...se esistono dita dei piedi standard!


LA NOTTE BUIA

"E il naufragar m’è dolce in questo mare"

Giacomo Leopardi “Infinito”

Infinito, sconfinante, sconcertante, devastante, buio.. da pensare di non farcela più.
La notte… quando arriva la notte rimani sola, a tu-per-tu con quel che resta di te.
La notte non ha certezze, per questo non ci fa dormire.. la notte.
La notte chiede di naufragare, di morire, di fidarsi.

Nell’arresa troviamo il silenzio, la profondissima quiete, diamo spazio e voce all’anima.

Il dolore ha bisogno della nostra presenza, dedicandogli il tempo e tutte le cure necessarie, con dolcezza e pazienza.

Ringrazio il mio dolore che mi ha permesso di entrare in contatto profondo con quell' abisso da cui sono riemersa. Quel buio angosciante da cui nasce tutto. Ho intravisto la bellezza dell’anima dove tutto è possibile, dove i fiumi di emozioni scorrevano sui fogli bianchi e man mano riacquistavano la leggerezza dell’ essere. Il dolore: grazie a lui ho compreso cos’è l’Amore.

“La contemplazione è saper guardare il buio così a fondo fino a veder la luce”
Victor Hugo


PRIMA IL DOVERE POI IL PIACERE

Prendete sul serio il vostro piacere.
(Charles Eames)
Prima il dovere poi il piacere. È questa la strada giusta per la scontentezza e la frustrazione, oltre alla via che conduce alle malattie dell'apparato cardio vascolare.
Parliamo di due organi: il fegato collegato al dovere e il cuore collegato al piacere.
Al cuore fondamentale interessa divertirsi. Al fegato invece fare, costruire, produrre, arrivare a.
Se potessimo rappresentarli con una domanda il cuore chiederebbe: come stai? Il fegato: che fai?
Nel cuore viviamo il tempo dilatato e cioè di qualità. Quando siamo nella sfera del dovere il tempo ha un altro sapore: lo si valuta per quantità ( quanto manca alla pausa pranzo?)
Mi ricordo sempre la frase letta in un libro: " L'amore è un ammorbidente delle arterie"
La tunica muscolare delle vene è collegata all' organo fegato che si dilata e si contrae per muovere il sangue che simbolicamente rappresenta la vita. Gli dà la spinta. Quando proviamo il piacere sentiamo l'espansione e le vene si dilatano. Quando siamo nel dovere siamo nello sforzo, nella contrazione.
Le vene nelle gambe che nascondiamo con la scusa di stare tante ore in piedi in realtà riguardano la scarsità del piacere nella nostra vita.
Energeticamente sappiamo, grazie alla medicina tradizionale cinese, che se il cuore non viene nutrito, il fegato non trasforma, non elabora, non fa.
E quindi prendete sul serio il vostro piacere.

LA BELLEZZA COME CURA

"Ci vuole la bellezza per uscire dall' inferno"
disse Lucilla Giagnoni in uno dei suoi spettacoli.
La bellezza. Come si fa a raccontare la bellezza? Come la misuro? In una foto scattata rimane un attimo immortalato di quel momento, e le emozioni? Quelle sono tue.
La bellezza è qualcosa di talmente intimo da perdersi in quell'attimo di contemplazione, qualcosa a cui senti di appartenere nelle forme e nei colori, nella sua espressione.
Il bello è un'esperienza che accade, si ripete, ma non dà le stesse emozioni. Ogni volta è nuova l'esperienza del bello.
La bellezza è cura, apre il cuore e spazza via la pesantezza del mondo. La bellezza è un atto d'amore.
Fate entrare la bellezza in voi. Cercatela. Fermatevi. Contemplatela. Stupitevi, notate quanto c'è di bello intorno. Cercate le risposte nella bellezza, in un fiore, nella pioggia, nel sorriso spontaneo di chi incontrate per la strada. Respirate a polmoni pieni. Cercate il piacere di stare in mezzo ai profumi che porta il vento e il rumore delle onde che si infrangono.
Far entrare la bellezza è un atto di guarigione. Esprimere la bellezza è un atto d'amore.
Sì, è la bellezza a salvare il mondo. La forza ancestrale che ri-anima e cura. Cercatela sempre.

 


RIFLESSOLOGIA PLANTARE E ONCOLOGIA

La domanda più frequente che viene posta a noi riflessologi quando si tratta di oncologia è:

  • La riflessologia, in un malato di tumore, può diffondere la malattia?

È un dubbio che nasce dal fatto che non abbiamo chiaro come funziona la riflessologia. A differenza del massaggio linfodrenante, dove si va ad agire direttamente sui linfonodi con le manovre leggere, lente e di spinta, la riflessologia agisce sugli stessi linfonodi usando la via riflessa del sistema nervoso, quindi indirettamente.

La paura di affidarsi alla riflessologia quando è diagnosticato un tumore, è assolutamente infondata.

Esercitando una giusta pressione su determinati punti possiamo alleviare i disturbi collaterali dovute alla cura.

Si lavora per diminuire il dolore, la stipsi, la cefalea, le nausee, migliorare il sonno, l'appetito, la digestione e il buon funzionamento intestinale.

Le emozioni che accompagnano questo percorso sono tristezza, scoraggiamento, paura, ansia, rabbia, sfiducia, il senso del “mio corpo mi ha tradito”, “non sono più padrone/a del mio corpo”, “perché proprio a me”. Il sostegno fisico ed emotivo della persona che affronta un periodo cosi difficile è fondamentale, anche per i risulti della cura stessa che fa.

Con la riflessologia si riducono gli effetti collaterali dei farmaci stimolando degli organi emuntori per aiutare il corpo di pulire e recuperare la salute.

Ricordiamoci che la riflessologia non si occupa della malattia, ma della salute, affinché il corpo sia in grado di ripristinarla e ritrovare l’omeostasi.

Credo molto nella collaborazione e nell'unione delle forze tra la medicina allopatica e complementare, affinché possa dare tutte le risorse necessarie per affrontare la malattia e uscirne fuori nel miglior modo possibile.

Nei paesi come Svizzera, Spania, Francia e Stati Uniti, la riflessologia plantare fa parte dei percorsi del paziente oncologico. In Italia siamo ancora indietro, ma comunque ci sono dei timidi segnali di integrazione negli ospedali italiani.

Nel 2008 in Israele è stato organizzato un congresso importante da Mauricio Kruchik, che ho avuto modo di conoscere imparando da lui, sul tema di riflessologia e cancro. Sono stati portate delle testimonianze di casi (53 ) con dei ottimi risultati nel trattamento della persona colpita da tumore. Queste testimonianze sono state racchiuse in un libro “Reflexoloy of cancer patiens”


L'ARTE DELLA TRASFORMAZIONE

Nasce come Terapia Prenatale, più conosciuta come Tecnica Metamorfica, intuita e sviluppata negli anni ‘50 da un naturopata e riflessologo inglese che lavorava con i bambini disabili, Robert Sain John.

Nei nove mesi di gravidanza si forma non solo il corpo fisico, ma anche la matrice emotiva, mentale e comportamentale del bambino. Il periodo di sviluppo prenatale è riflesso nella spina dorsale che contiene il midollo spinale, la nostra scatola nera della vita, dove troviamo registrato tutto il nostro vissuto dal concepimento in poi. Lì troviamo i traumi, i blocchi, le paure e tutto ciò che impedisce il libero fluire dell’energia vitale. Il nostro modo di vivere e relazionarsi è condizionato dal nostro vissuto.

Non è un massaggio, ma una tecnica molto leggera nel tocco, eppure tanto profonda nel suo lavoro trasformativo. Si tratta di un manovra ripetuta e mantenuta in uno stato di presenza costante. Non si tratta del fare, ciò di cui siamo abituati, ma dell’essere lì insieme, senza condizionare il risultato. Usando una metafora, se le onde sono il nostro conscio, nelle profondità del mare dove il movimento è impercettibile, si trova l’inconscio. La tecnica metamorfica lavora sull’inconscio.

Una tecnica preziosa che includo nel mio “prendersi cura” della gravidanza e post parto, per aiutare a rilasciare le emozioni e i ricordi del parto.

È utile da fare in ogni momento in cui la persona vive un cambiamento, un momento difficile come un lutto, una separazione, un cambio di lavoro, una malattia, un trauma o un incidente.

Personalmente includo questa tecnica nel trattamento della riflessologia plantare quando sento che qualcosa impedisce di proseguire il trattamento. Quando la situazione non è chiara, quando non possiamo sapere cosa guida la persona a ricadere negli stessi processi che creano la malattia o anche un disagio psicologico o emotivo. È una vera tecnica trasformativa.

“Quello che il bruco chiama fine del mondo, il resto del mondo chiama farfalla”, Lao Tzu


L'ASCOLTO DEL MONDO

"L'ascolto ha a che fare con la generosità. Ti offri.

La gente non ascolta più, non toglie, non ricerca l'essenziale. Il nostro corpo è fatto di materia astratta al 75 percento. Astratto è arte, non ha materia. Tra te e l'arte c'è lo spazio che è fatto di affettività. L'astratto ti parla di sensazioni, di percezioni, non è definito. È più difficile togliere i condizionamenti e rimanere con quello che c'è, con l'essenziale. "

"Io e il silenzio siamo molto occupati. Non ho nulla da comunicare al mondo, non voglio nutrire ciò che il mondo offre. Voglio stare dentro, non fuori."

Sono due espressioni che mi hanno particolarmente colpito di una donna straordinaria, un'artista, una scultrice, una donna particolare e direi fuori dagli schemi.

Trovo molti spunti nell' ascoltare le persone che si sdraiano sul lettino. Lei è una donna d'arte che mi parla di bellezza, anche quando ad un certo momento della sua vita decide di non nutrire il mondo con la sua creati-vita e diventa intollerante alla vita stessa.

Si rivolge a me per le problematiche di tipo circolatorio e sappiamo bene che la circolazione è lo scorrere della vita. Ogni sintomo è simbolico e in qualche modo racconta il vissuto della persona.

Nei nostri discorsi spesso ci siamo intrecciate, lei parlando della scultura e io del corpo. È significativo sapere che la creatività risiede, per la medicina tradizionale cinese, nel fegato, un organo che non ha una forma delineata e precisa, potrei osare dire che è un organo astratto, capace di rigenerarsi continuamente.

Abbiamo toccato le forme tonde e spigolose e hanno un modo diverso di influenzare la nostra psiche e la nostra percezione. Le architetture del corpo, le ossa, le articolazioni, la colonna vertebrale, la solidità e dall'altra parte il seno, la pancia, i fianchi, le forme dell'accoglienza.

E quindi mi chiederete qual'è la cura alla chiusura verso il mondo? La bellezza stessa, quella che si rifiuta di vedere negli essere umani, quella del quotidiano, quella di ogni essere umano anche se è "diversamente pensante".


EMOZIONI OMBELICALI

L’uomo è dotato di tre centri. Il centro della vita è l'ombelico, il centro dei sentimenti è il cuore, il centro dei pensieri è la mente. Di questi tre, il centro del pensiero è il più esterno; segue il centro dei sentimenti, situato più in profondità, e ancora più in profondità si trova il centro dell’essere. Osho.

L'ombelico è il punto dove tutte le energie convergono e si uniscono, secondo la medicina tradizionale cinese. Per i taoisti rappresenta il Tao, l’equilibrio tra yin e yang. È il centro del corpo umano, la nostra prima ferita, la traccia del legame con la madre.

Tra l'ombelico della madre e l'ombelico del feto scorre continuamente una sorta di elettricità. Osho.

La donna in gravidanza è un centro d’ascolto e del sentire, un corpo pensante. Lo stato emozionale della mamma viene percepito dal bambino prenatale attraverso la vena ombelicale con effetti sia positivi che negativi: lo si vede spesso quando il bambino nella pancia della mamma stringe il cordone ombelicale con la manina se le emozioni che gli arrivano sono troppo forti (cosiddetti “effetti ombelicali” di cui parla Metthew Appleton).

Ci sono tante credenze riguardo l'ombelico e diversi modi di reciderlo oppure no, come nel caso della nascita con lotus birth.

È importante non tagliare subito l'ombelico per il passaggio di jing, la forza vitale.

Con il taglio del cordone ombelicale si segna la divisione dalla nostra fonte di nutrizione: madre. È una cicatrice fisica, ma anche energetica, un vortice che si apre sulle emozioni più profonde della persona, spesso e volentieri un punto ipersensibile.

Nella cultura mesoamericana, si crede che l'ombelico assorba le energie cosmiche, motivo per cui viene spesso coperto da una fascia.

Alcuni studi dicono che abbia il diretto collegamento con il cervello.

Nel mio modo di prendersi cura delle persone, spesso consiglio di applicare i rimedi floreali come i fiori di Bach sull’ombelico (per esempio, Star of Bethlehem dopo un parto difficile).

Questo è l’ombelico del mondo

senti che sale questa energia… Jovanotti