LA PRIMAVERA AI PIEDI
“È la natura dei fiori che essi sbocciano” Alice Walker
La sentite anche voi la primavera in arrivo?
La stagione collegata al risveglio, un’energia esplosiva e violenta come lo è la sua emozione: rabbia, collegata al fegato, un grande trasformatore del corpo.
Non a caso la parola fiore e trasformazione in cinese hanno una radice comune (hua), che significa trasformare.
Il fiore si apre verso il mondo come facciamo noi manifestandoci.
“Le forze soprannaturali della primavera creano il vento nel cielo e il legno sulla Terra. Nel corpo esse creano il fegato e i tendini; esse creano il colore verde...e danno alla voce capacità di emettere un suono gridato...esse creano gli occhi, il sapore acido e l’emozione della rabbia.”
( Classico di medicina interna dell’Imperatore Giallo)
Il fegato è un grande lavoratore, il generale degli eserciti, un grande difensore e stratega e come tale vuole essere rispettato. Quando conosciamo il rispetto e quando ci rispettiamo, non ci viene in mente di invadere l’altro.
Le idee, i progetti, le intuizioni, la creatività sono tutti doni dell’energia di questo organo.
L’emozione di cui si nutre è la rabbia che ci serve per liberarci da qualcosa, per prendere le decisioni, per chiudere qualche porta, per cambiare. Diventa però una forza implosiva e autodistruttiva se non la usiamo bene e ci rende rigidi, arrabbiati, frustrati, intolleranti.
La rabbia non va trattenuta, ma indirizzata verso la creazione di nuove soluzioni. Un fegato in eccesso crea l'aggressività, la violenza sia fisica che verbale fino ad arrivare a distruggere o annientare; in carenza ci rende codardi e in attesa che gli altri prendano le decisioni per noi. È un organo che corrisponde all'età da 0 ai 20 anni, anni di crescita; e si cresce quando smettiamo di dare la colpa agli altri, prendendoci la responsabilità delle proprie azioni.
Il mondo e il futuro in generale, appartengono alle persone fegatose, quelle che hanno il coraggio di usare la forza creatrice e non arrendersi mai.
Come facciamo ad aiutare il nostro fegato nel suo lavoro?
Intanto partendo dalla alimentazione: sapore amaro, acido e piccante (senza cedere nell’eccesso) ha un'azione disintossicante. Ogni eccesso, tra l’altro sia nel cibo che nelle abitudini di vita quotidiana, danneggia energeticamente il fegato. Attenzione dunque agli eccessi.
Le piante che aiutano a disintossicare sono : tarassaco (dente di leone), carciofo, cardo mariano, bardana.
Possiamo fare un ciclo di trattamenti di riflessologia plantare nel quale si lavorano gli organi emuntori per alleggerire il carico delle tossine e come prevenzione ai disturbi primaverili quali le allergie; oppure dei massaggi che puliscono il tessuto connettivo.
Possiamo indagare la rabbia, capire cosa ci vuole comunicare. Possiamo fare delle azioni utili come rispettare le necessità del nostro corpo, magari chiedendoci cosa ci vada di fare o di mangiare oggi: piccoli gesti d’amore verso la rinascita.
Primavera è l'inizio di ogni cosa, è la spinta verso il mondo, verso il risveglio. Buon inizio.
LACRIME
Liberatevi.
Fatele uscire le lacrime, non soffocatele nel dolore. Un cuore che non piange si indurisce e non sente più. Le lacrime lavano la ruggine dal cuore, lo strizzano come una spugna finché non ci sentiamo... vuoti.
Le nostre lacrime hanno una composizione chimica diversa a seconda delle emozione che proviamo: lacrime di dolore, di tristezza, di gioia, di paura.
Quando si piange non abbiamo bisogno di consigli o di essere tirati su. Fate sentire che ci siete e state lì. Insieme.
Il sale deve avere qualcosa di sacro.
Infatti si trova nel mare e nelle lacrime.
Khalil Gilbran
LA NOSTRA INTEGRITA' DI DONNE
La parola chiave del pavimento pelvico è integrità. La nostra integrità di donne.
In genere la prima volta che veniamo a conoscenza con questa parte del corpo, quando ci avviciniamo al parto, ma le problematiche del pavimento pelvico riguardano anche le donne prima della gravidanza.
1 donna su 4 soffre di problematiche dovute alla debolezza del pavimento pelvico, una condizione spesso taciuta con la rassegnazione trattandosi di una zona molto intima.
Pavimento pelvico:
• sostiene il carico emotivo
• condiziona la vita sociale e sessuale
• contiene memorie culturali, del primo rapporto sessuale ed esperienze vissute
• sede di emozioni profonde, dell’inconscio e dell’istinto
• sensibile ai sensi di colpa e del sentirsi in pericolo
Composto da 70 % di tessuto connettivo ( che contiene la memoria ) e 30 % dal tessuto muscolare. E come ogni muscolo per essere sentito deve essere ossigenato.
Sentire cosa? Bisogni fisiologici del corpo.
Di cosa ho bisogno? Chiedetevelo.
Non provate a rispondere, sentitelo.
Ha la funzione di contenere e lasciar andare. Fa parte dei diaframmi del corpo e come tale risponde all’istinto di sopravvivenza, ai pericoli percepiti attivando il sistema ortosimpatico contraendosi.
Respira, si alza, si abbassa, si apre e si chiude.
Si trova nel punto d’incontro tra Vaso Governatore e Vaso Concezione ( punto di incontro tra agire e sentire per la medicina tradizionale cinese) oltre ad essere collegato al 1 chakra : la radice.
Vista la sua importanza, vien da sè che una donna con problemi di pavimento pelvico deve essere indirizzata dalle figure competenti come ostetrica, infermiere, fisioterapista, medico purché specializzati nella valutazione del pavimento pelvico e rieducazione pelvica.
Ci tengo a specificare che la riflessologia non può sostituire queste figure, anche se agisce indirettamente sui muscoli e nervi della zona. La possiamo vedere però come un trattamento preventivo da attuare durante la gravidanza per rafforzare, nel senso rendere più elastico, il pavimento pelvico stimolando determinati punti per via nervosa.
Informare le donne dell’ importanza di questa zona e della possibilità di recuperare la propria integrità è fondamentale. Non c'è tabù che regga.
CHE DONNA VOGLIO ESSERE?
La forza delle donne è la forza creatrice che risiede in ognuna di noi. È la forza fluida delle acque, le nostre emozioni. Emozioni che sono il risultato del lavoro delle nostre ghiandole che ci connettono alla nostra parte spirituale.
La donna è Sacro Graal. Lei riceve, accumula, crea. Con la mestruazione si apre e diventa sensibile (anche alle parole), motivo per cui una volta le donna che mestruava si allontanava dal villaggio per vivere il suo tempo sacro. Non c'è nulla di sporco nel sangue fertile della donna. Essere consapevoli della propria fisiologia del ciclo mestruale permette di usare la propria forza femminile per vivere al meglio la propria natura, la propria creatività.
Allora danza, dipingi, canta, onora la tua vita, festeggiala ogni volta che puoi. Concediti del tempo. Ma soprattutto chiediti:
- Che donna voglio essere?
LA SUA VITTORIA
La dolce attesa di 10 lune. Un tempo tutto suo.
Immerso nei fluidi della madre che vibrano di emozioni e pensieri. Dolcemente cullato dal respiro, un bambino è tutt’uno con la sua mamma, che è il suo mondo. L' utero, infatti, è la matrice sia fisica che emozionale.
E dopo avergli donato il suo corpo, la madre lo dà alla luce.
Avvicinarsi al tempo della nascita ha qualcosa in sé di sacro.
Le forme cambiano, ritmi rallentano: tutto questo per prepararsi allo sforzo che la madre deve compiere, per dare alla luce la vita nutrita in questa attesa fatta di sogni e speranze.
Nelle ultime sedute ho ripercorso la strada fatta accompagnando questa mamma con i trattamenti di riflessologia plantare. Il nostro percorso iniziò con il primo appuntamento alla 18 settimana di gestazione con un dolore alla sciatica. Una donna, come si vedeva dal piede, sicura, stabile, con grande senso di responsabilità, una guerriera.
- Hai paura?
- No, quel che va fatto, va fatto.
Gli occhi si chiudono, si immerge nel sonno durante la seduta e riempie gli occhi di dolcezza che solo una donna cosi forte, ma anche stanca di queste giornate calde può avere.
Forte come la sua mamma, nelle sere di questa luna stupenda, la bambina ha detto sì alla vita e è diventata la sua Vittoria.
TERRA INTERIORE
... i maggiori segreti del nostro essere sono nascosti, giacciono nel segreto delle nostre profondità
Gaston Bachelard
Quando si studiano le chiavi di lettura del piede, la zona del calcagno non viene "toccata" più di tanto.
È la nostra zona intima dove nessuno può entrare. Archetipicamente rappresenta la terra dove ogni cosa prende forma, la materia. Richiama la figura materna che accoglie e nutre, come fa l'utero, come fa la terra con il seme.
Mentre le dita del piede sono associate al pensiero, il calcagno è materia pura, fisicità, fondamenta, concretezza, stabilità.
Una persona che cammina in punta dei piedi ha caratteristiche diverse da una che appoggia per prima il calcagno.
Pensate che uno tra i più raffinati modi di tortura nel mondo arabo è la cosiddetta falanga, che consiste nel colpire ( e frantumare) ripetutamente la zona del tallone provocando danni permanenti.
Nel calcagno possiamo vedere la volontà della persona di proteggere la propria intimità con i duroni, ma quello di cui mi interessa parlare sono le ragadi. Sono spesso considerate come effetto di un'eccessiva secchezza e quindi giustificate con "bevo poco" , "non mi metto mai la crema" .
È vero che si tratta della secchezza e del mancato nutrimento, ma la causa è interiore.
La cura di una spaccatura così profonda non sono le creme, ma il guardarsi dentro.
Se penso ad una ragade mi viene in mente una donna che non ha avuto vita facile e ha lottato costruendo una corazza, piena di sensi di colpa. Una persona fragile come una foglia che continua a fare conti con le scelte fatte nel passato.
Ci sono le ragadi che non si rinchiudono mai. La pelle si spacca per farti intravedere che sotto, nel profondo, ci sei te.
Poi ci sono le ragadi che compaiono in un momento difficile, ma dopo un po' guariscono e magari scompaiono del tutto.
Scendere nelle profondità della propria terra interiore aiuta a recuperare la propria forza e stabilità.
Le domande che possono aiutarci nella discese della nostra profondità sono:
- Perché la mia terra è diventata arida?
- Di cosa ho bisogno?
- Di cosa mi nutro?
SENTIRSI A CASA
Quale potrebbe essere il luogo in cui ti senti a casa?
Non è necessariamente casa tua. Non è necessariamente il posto dove sei nato. Non è necessariamente l'utero di tua madre quando eri un embrione.
La casa è dove la perfezione non è richiesta.
La casa è dove il silenzio parla chiaro solo se lo vuoi sentire.
Un luogo dove ti senti espandere e spogliarti dalle "cose in più ". È dove le tue emozioni si mescolano e diventano tutt'uno col respiro. Uno spazio di totale libertà di essere, dove non devi fare altro che essere te, dove nessuno si aspetta qualcosa, dove non senti il bisogno di scappare, ma di rimanere.
Dove potrebbe essere questo spazio?
Ognuno di noi ne ha uno e, se non lo trova, il cuore è sicuramente il luogo dove iniziare la ricerca.
Il mio è dove il respiro si sintonizza con le onde, dove l'abbraccio diventa la luce del sole che riflette sulla superficie del mare, dove la sabbia imprime le impronte della strada fatta e le porta via con sé, dove il vento sfiora e insegna a non trattenere e a affidarsi.
Uno spazio così è sacro come lo è la vita che ci concediamo di vivere.
LA PRIMA AZIONE VERSO IL MONDO
Qualunque sia la data di termine della gravidanza, il giorno della nascita è scelto dal bambino.
All'avvicinarsi della data presunta del parto si ha sempre un po' di tensione: sarà oggi?
Ci sono dei punti da stimolare o delle tecniche da utilizzare? Certo, ma non sono altro che inviti gentili, degli incoraggiamenti. Perché l'atto di nascita è un atto di coraggio! Quel coraggio che parla di un' energia marziale, esplosiva come lo è la primavera, quella del nostro fegato che dà inizio ad ogni cosa, che ci spinge a fare la prima azione verso il mondo.
" C'è la vita dopo la nascita?" si chiede il bambino nella pancia. Non pensate sia facile la decisione.
Un salto verso la vita richiama un po' un salto fatto nove mesi prima, quando da cellula fecondata si è buttata dalle tube di Falloppio verso la mucosa dell'utero materno per essere nutrita. E così è stato. Da blastocisti all'embrione, dall'embrione al feto e dal feto al bambino che si è formato, nutrito, ha sperimentato le emozioni, sentito voci e percezioni, toccato spazi avvolgenti, sperimentato i movimenti calcetti e capriole. Ora è pronto per fare un altro salto, quello verso il mondo.
E per quanto cerchiamo di controllare la situazione, l'ultima parola è di quel piccolo esserino di pochi chili che compie il viaggio da eroe.
Fiera di Davide e la sua mamma, di averli trattati nel loro viaggio insieme che è stato meraviglioso dal giorno della scoperta della sua gravidanza a questo momento tanto atteso: la sua nascita.
Ogni gravidanza vista, toccata, ripercorsa ti lascia un tocco unico di magia, qualcosa che non ha una parola giusta in grado renderne il significato.
Grazie
NUTRIRE IL CONCEPIMENTO
Nutrire il concepimento può sembrare un termine strano, ma di fatto non lo è. Tutto ciò che introduciamo nel nostro corpo, diventa parte di noi e quindi sì, siamo ciò che mangiamo.
Quando affrontiamo la ricerca di una gravidanza che non arriva, più che mai bisogna soffermarsi sulle seguenti domande:
Che vita conduco?
Quanto è presente lo stress nella mia vita?
Com’è il mio ciclo mestruale?
Com’è la mia alimentazione?
In base agli studi della medicina tradizionale cinese, si possono consigliare e prediligere, anche per regolarizzare il ciclo mestruale, certi tipi di alimenti.
La gravidanza va pensata, desiderata, nutrita e sostenuta. La salute della coppia prima del concepimento ha un ruolo importante. Si dice ”la gravidanza inizia prima del concepimento” ed è cosi.
Portare avanti una gravidanza per una donna è un compito spesso faticoso, che richiede tante energie e risorse a cui accedere, che troviamo nella forza dei Reni e Surreni, tanto sollecitati dallo stress.
Si dice nella medicina tradizionale cinese, che nasciamo con un tot di energia di riserva, data dai nostri genitori, che possiamo consumare o mantenere, ma non aggiungere. Attingiamo alla nostra riserva ogni volta che ne abbiamo bisogno e la gravidanza richiede tanta energia.
Nutrire l’essenza (lo JING) nella alimentazione consapevole taoista, vuol dire introdurre nella nostra alimentazione i semi. I semi esprimono e racchiudono in sé il potenziale della pianta, è l’embrione della pianta, quindi collegati alla sessualità e fertilità, sostengono il nostro destino, motivo per cui vanno mangiati nei momenti dei grandi cambiamenti: adolescenza, vecchiaia, malattie, quando abbiamo bisogno di ricontattare le nostre risorse, tornare all’origine e ripartire da lì.
Il termine seme in cinese è l’ideogramma “zi” che vuol dire bambino. I semi esprimono il potenziale della vita. Ovviamente tutto deve essere equilibrato, senza esagerare.
Tutti i semi nutrono i Reni, uno per eccellenza è il sesamo. I semi di zucca, oltre ai Reni, nutrono anche la Milza, quelli di girasole i Polmoni, il lino il Fegato, il papavero e i semi di canapa l'asse Rene e Cuore. La relazione tra ciò che mi appassiona (cuore) e le mie risorse (rene).
“Dentro un seme c’è un mondo”
Loi Ciò maestro cinese.










