Corso MASSAGGIO INFANTILE
Mi ha dato di più di quello che mi aspettavo, è una modalità di incontro e rapporto diverso con il proprio bambino. una coccola e una crescita. miglioramenti a livello intestinale.
E' un bellissimo modo per rafforzare il legame con il proprio bambino.
Massaggio in sè è la relazione e condivisione con altre mamme.
Anch'io non lo conoscevo, ma ne vale veramente la pena, per rilassarci insieme al nostro bambino/a, creare un legame più forte e crescere insieme.
L'IDENTITA' O MANCANZA DI IDENTITA'
L'identità è Il complesso dei dati personali, caratteristici e fondamentali che consentono l'individuazione o garantiscono l'autenticità. (Dizionario).
Identità non è sinonimo di identico: anzi avere identità presuppone essere unici.
Il processo di individuazione di cui parlava Jung e l'autenticità di cui parla la medicina tradizionale cinese riconducono al concetto di identità.
Ogni essere umano per sopravvivere passa dallo stato di simbiosi e dipendenza, allo stato successivo di autonomia e indipendenza che dovrebbe coincidere con la maturità, sempre più distante ai nostri tempi.
La medicina tradizionale cinese individua nell'età dai 20 ai 30 anni l'età degli ideali. La persona ha bisogno di avere ideali nella vita (maestri, guru, persone che stima e tende di imitare per ciò che fanno, dicono, o insegnano).
Dai 30 anni in poi succede che il maestro, se ha fatto un buon lavoro, ti lascia camminare con le tue gambe senza aver bisogno di lui (pensate a chi invece crea la dipendenza "bastone e carota").
Dai 30 anni in poi succede che bisogna "tradire" l'ideale o ciò che si riteneva legge (il metodo, la tecnica, il modo di essere) per fare un processo di individuazione che prevede farsi delle domande (a volte scomode) e pensare (visto che siamo in grado) con la propria testa, mettendo in dubbio (benedetto dubbio dei veri scienziati) ciò che si dava per scontato.
È così anche per me? Io cosa ne penso?
L'identità se parliamo degli organi risiede nell'apparato genitale (il nostro ruolo nella vita) e nel cuore ( che sa chi siamo). E quindi, come dice la medicina tradizionale cinese, "ogni vita è la ricerca di autenticità", essere più possibile autentici e esprimere se stessi, mostrare la propria verità presume anche il rischio di non piacere proprio a tutti, il rischio di rimanere soli (che fa un po' paura).
Dall'altro canto, se si continua a fare "copia incolla" di Identità degli altri, dove sta la nostra vita? Dove siamo noi? E soprattutto sappiamo chi siamo alla nostra (matura) età?
C'è solo un guru da ascoltare ed è sempre con te ❤️
MEMORIE UTERINE
Siamo fatte di storie, di esperienze scritte nel corpo attraverso le memorie cellulari. Il nostro utero sa e si ricorda ogni esperienza. La ricettività uterina può essere paragonata ad una spugna che assorbe e trasforma. Ma è anche una cassa di risonanza del piacere che proviamo nella vita.
Le tracce delle cellule di chi abbiamo accolto sono nel nostro corpo. Le donne assorbono il DNA del uomo con cui fanno l'amore.
Tra i saperi femminili, ci sono le pratiche di pulizia energetica per liberarsi dalle memorie uterine come quelle di un aborto e di una relazione finita.
Il miglior momento per iniziare la pulizia della memorie uterine è con la Luna Nuova, come stasera.
ESSERE TOCCATI
La prima lingua con cui si comunica, prima ancora di parlare, di udire, di vedere... è il contatto. Il primo senso a formarsi, a sole 8 settimane di gestazione, quando il feto è lungo solo 3 cm, è il tatto. Il primo massaggio che abbiamo ricevuto è stato nella pancia di nostra madre, attraverso la contrazione uterina. La prima cosa che incontriamo venendo al mondo sono le mani... le mani che ci accolgono.
Come sono state le prime mani che mi hanno accolto? Mani calde, grandi, morbide, amorevoli? Oppure ruvide, fredde, frettolose, magari vestite di guanti?
Le mani. Comunicano e trasmettono i messaggi. Due sistemi nervosi entrano in contatto e si scambiano. Si può ascoltare una persona toccandola attraverso i neurotrasmettitori, attraverso le cellule Merkel, che siamo consapevoli o meno.
Le mani accolgono, ascoltano, ricevono, elaborano, riconoscono. Il tocco lenisce, nutre, scalda, protegge, coccola, consola, guarisce, calma, distende, attiva, stimola, sostiene.
Non c'è cura senza tocco.
La scienza dice che attraverso il contatto si producono le endorfine, la dopamina, l'ossitocina. Si creano i legami d'amore.
Ma la cosa che mi piace di più da sottolineare che il contatto è reciproco: non si può toccare senza essere toccati e questo lo rende speciale.
Entrando in contatto con l'altro scopro me. Chi fa un lavoro che prevede il tocco, sa benissimo di cosa parlo. Sotto la pelle si scoprono i mondi infiniti, molto di più di quello che vediamo. Le persone sotto la pelle sono diverse.
Si tocca col cuore con l'empatia e la connessione mani-cuore non è simbolica, ma anche anatomica.
Sulla pelle incontro l'altro, dove si instaura una relazione.
Sulla pelle, il sistema nervoso ( che proviene dallo stesso tessuto embrionale) tatua i disagi più profondi, i contatti mancati, le separazioni vissute.
Non si può toccare senza essere toccati.
LA FORZA CI ABITA
"È stato un viaggio" disse lei a fine trattamento.
Oggi doveva essere un semplice trattamento di preparazione al parto. Avevo tutto con me: gli oli giusti, la moxa, una sequenza di punti che avrei trattato per aiutare la mamma a lasciar andare e la bambina ad avviare il loro viaggio. Il bambino si sente pronto quando la mamma si sente al sicuro, lui "gestisce" la situazione da dentro, la mamma dall'esterno. Ma il viaggio si fa in due e la comunicazione e il legame creato è fondamentale.
Quando nascono le femmine sono sempre felice e ci tengo ancora di più nel ricordare alle mamme che la forza abita loro.
Quando vidi i suoi piedi rossi, quello che potevo fare era sedermi e ascoltare. Ascoltare le sue paure, la ricerca della protezione e comprensione, la ricerca di qualcosa che riguardava l'esterno. Lo richiedeva. E non ci sarebbe nulla di strano se non il fatto che questo suo sentire la scollegava dalla sua bambina.
Se l'esterno non mi fa sentire protetta e accolta con le mie paure, dove la trovo la forza?
La forza abita le donne. La forza ancestrale, potente e dirompente come sono le acque, come lo è la nascita di una nuova vita. Un passaggio intenso da figlia a madre, non senza dolore, non senza la morte simbolica che caratterizza ogni passaggio ancor di più il parto. È una forza di cui non siamo consapevoli, a maggior ragione quando ci vengono proposti le soluzioni facili senza nemmeno provare con le proprie forze e dire: ce l' abbiamo fatta.
La forza abita il femminile da sempre. Sappiamo che la donna crea legami, accudisce, unisce gli opposti, segue il suo istinto innato che SA, ancora prima di.... La forza la troviamo in un simbolo, in qualcosa di significativo per noi che nei momenti di passaggio ci ricorda chi siamo e che ce l'abbiamo sempre fatta da secoli.
Una volta ripreso il nostro centro, la calma e la tranquillità, abbiamo più chiara la visione delle cose e da lì ripartiamo. Più forti che mai.
Mentre scrivo ho sempre il profumo di lavanda nelle mani e il grande insegnamento che il mio lavoro mi regala ogni volta e la riconferma della bellezza che siamo noi donne.
I neonati e riflessologia plantare: una soluzione ai problemi di "cacca"
I primi mesi dopo la nascita del bambino sono lo specchio dei primi mesi della gravidanza e come tale la parola d'ordine è adattamento. Tutto si concentra nel ritrovare il nuovo ritmo in base ai bisogni essenziali della diade madre- bambino. Sono insieme, legati dal bisogno in una bolla fatta di cure e amore.
Tra i bisogni essenziali del nascituro, che turbano una neo mamma, c' è senz'altro l'attività intestinale del piccolo.
In questo caso il miglior modo per aiutare la mamma è trattare, ma anche insegnare, la riflessologia della zona che corrisponde all'intestino. Con pochi stimoli ripetuti più volte aiutiamo l'intestino del piccolo a funzionare meglio e la liberazione non si fa aspettare tanto.
La riflessologia è un' opportunità per i genitori per aiutare in un modo semplice e naturale il proprio bebè.
Un altro suggerimento utile per l'attivita intestinale è stare più possibile in contatto col bambino, portarlo addosso e massaggiarlo.
La pelle energeticamente è legata sia ai polmoni che all'intestino. Il contatto che nutre, che contiene, che rassicura è la migliore cura nei momenti critici dei neonati.
In seguito troverete la testimonianza di una mamma di una bambina di pochi giorni:
I primi giorni di un bebè sono sempre carichi di ansie e di responsabilità! Come mamma devi imparare a nutrirlo e monitorare che stia bene e una delle misure del suo benessere passa attraverso il numero dei pannolini bagnati e il numero di quelli sporcati! Se bagnarli viene al bebè senza molte difficoltà, sporcarli può creare nervosismo, pianti inconsolabili che portano le mamme alla ricerca disperata di sondini, massaggi, ginnastica con le gambine...una soluzione molto più semplice per la nostra piccola l'abbiamo trovata nella riflessologia! Marta ci ha insegnato a massaggiarle il piede...poche semplici mosse che hanno dopo poco generato l'effetto desiderato per la tranquillità tutta la famiglia! Uno dei lati positivi, oltre alla liberazione intestinale del bambino, è che questo messaggio può essere fatto sia da mamma che da papà.
Quando si può iniziare? Dalla nascita in poi.
RIFLESSOLOGIA E NAUSEE GRAVIDICHE
Il viaggio della gravidanza è un viaggio fatto di tappe con caratteristiche diverse. La prima tappa è l'adattamento.
Se il bambino è stato desiderato o meno, il suo arrivo necessita di un tempo di adattamento e riconoscimento.
Nel momento in cui viene concepito, si attivano una serie di processi ormonali. L'HCG prodotto dalla creatura stessa ( l'ormone che ci conferma il test della gravidanza) aiuta a farsi spazio nel corpo della madre. Per accogliere questo cambiamento, il corpo della madre fa un grandissimo lavoro: il sistema immunitario si abbassa per permettere alla creatura di radicarsi.
L' aumento del progesterone aiuta a rallentare i ritmi permettendo di riposarsi un po' di più, ma nello stesso tempo causa il rilassamento del tono muscolare del tubo digerente. Tutti i cambiamenti di adattamento fisici sono legati alle emozioni che accompagnano questa fase.
Di nausee mattutine ne soffre più del 50% delle donne incinta: un fastidio che in genere scompare alla sedicesima settimana.
Una piccola percentuale sviluppa l'iperemesi gravidica. Una condizione caratterizzata da nausea convulsiva e vomito accompagnata dalla perdita di peso e disidratazione.
Sono d'aiuto dei piccoli accorgimenti come aumentare la quantità di pasti diminuendo il volume. Lo zenzero ha una lunga tradizione di utilizzo per le nausee perché agisce sul sistema digerente e sul sistema nervoso centrale. Un punto importante e comunemente noto per calmare le nausee è PC6, due dita sopra la piega del polso.
Sono tutti accorgimenti "casalinghi" che ogni donna può provare, ma come può aiutare la riflessologia plantare per le nausee in gravidanza?
Prima di tutto agendo sull'equilibrio ormonale e quindi emotivo. Si effettua un trattamento specifico studiato per le nausee in gravidanza, rafforzando lo stomaco e il tratto digestivo e aiutando alla donna "aprirsi" alla nuova esperienza, a questo viaggio di sola andata fatto di tante novità e quindi di capacità di adattarsi.
La riflessologia plantare è di grande aiuto in gravidanza in quanto naturale, efficace e senza controindicazioni. Accompagna dolcemente sia la madre che la creatura, ricordiamoci e ciò che si fa in gravidanza si fa anche per il bambino.
Vi riporto un feedback di una cliente trattata per le nausee in gravidanza:
"Nei primi mesi della mia seconda gravidanza, ho sofferto notevolmente di nausee. Non si limitavano al solo mattino o a qualche alimento o odore particolare. Era una sensazione continua di malessere che si ripercuoteva sull'umore e sulla vita sociale. Ho provato integratori, braccialetti anti nausea e altre mille rimedi, ma l'unica cosa che placava realmente il mio malessere è stata la riflessologia. Arrivavo in studio da Marta in balia delle nausee e uscivo dopo un'ora di trattamento molto più sollevata e in forma. La riflessologia mi ha permesso di continuare a fare la mia vita, di dedicarmi al mio primo bimbo, di andare a lavoro e di uscire senza il terrore di vomitare da un momento all'altro"
QUANDO SE NON ORA?
Quando se non ora, spogliarsi dai vestiti scomodi e guardarsi tutta intera.
Quando se non ora perdonarsi per ciò che considero i miei fallimenti e accorgermi che mentre tutto andava a rotoli non ero mai sola.
Quando se non ora accolgo di me le mie bruttezze, le mie parti che non voglio guardare, le mie parti fragili, le mie tentazioni di reagire.
Quando se non ora ripartire dalle macerie con qualche dolore in più nell'Anima e vedere in tutto questo la possibilità di scegliere cosa portare da qui in avanti nella mia vita. Un po' come si sceglie l'arredo della propria casa: questo ci sta, questo no.
Quando se non ora levarsi di dosso tutto l'appicicume di giudizi, paragoni, critiche, svalutazioni e invidie.
Quando se non ora incanalo tutto il calore del mio utero, fegato e gola per urlare al mondo: io rinasco. Celebro tutte le mie parti dolenti del Anima, ogni parte nascosta e la mostro al mondo cosi come sono, creando un capolavoro della mia vita.
Quando se non ora?
L'ho scritto ispirata ad una bellissima donna vedendo i suoi occhi lucidi e tutta la forza che si possa avere aggrappandosi alla voglia di rinascere.
A tutte le donne che stanno rinascendo. La primavera è con voi.
UN PADRE
Una donna diventa madre quando avviene l’annidamento e inizia a nutrire una nuova vita. Per un uomo sentirsi padre inizia prima nella mente, dal momento in cui inizia a chiedersi se potrà assicurarli una vita degna, e il legame vero e proprio si crea quando inizia ad interagire con il piccolo.
“La sensibilità non è donna, la sensibilità è umana.
Quando la trovi in un uomo diventa poesia”
Alda Merini
Non è da tanto che gli uomini possono entrare nella sala parto e ci sono diversi opinioni al riguardo, dell’utilità della sua presenza. Credo che nel momento della nascita della famiglia il papà ci deve essere e sarebbe bello se le prime mani ad accogliere il bambino fossero proprio quelli del padre. Simbolicamente un padre è colui che porta il proprio figlio nel mondo, un compito importante.
La figura di un padre nasce insieme al concetto della famiglia, mentre quella della madre esiste da sempre.
Un bambino trova nel padre uno spazio protetto che conosce già da quando era nella pancia della sua madre. Un padre si prende cura del bambino prendendosi cura della madre, e grazie al sentire della madre un bambino riconosce la presenza paterna.
Un padre protegge lo spazio fisico ed emotivo della diade madre-figlio. Mette il limite se le visite sono troppe, fa da ponte con mondo esterno e crea uno spazio sacro. Successivamente è colui che aiuta nel distacco necessario per crescere e sviluppare la sua individualità.
Un padre “sufficientemente presente” dà la sicurezza e insegna superare le paure col coraggio. È colui che con la sua energia ci spinge a raggiungere la meta, a non mollare, ad andare verso il mondo, a manifestare ciò che si è senza avere paura di niente.
Con il papà si può osare, esplorare, puntare all'orizzonte, diventare autonomi.
È il fondamento che ci fa sentire solidi, forti, sicuri e sostenuti.
Buona festa del papà.
LA SCONTENTEZZA
La scontentezza danneggia il cuore. La scontentezza punta le luci sulla mancanza e non sulla possibilità di cambiamento. La scontentezza fa male al sistema circolatorio, impedendo il movimento e la vitalità. La scontentezza cerca un responsabile esterno dei propri inciampi.
Se mi ritrovo a mio agio nella scontentezza e quindi tendo a lamentarmi, dovrei chiedermi dov'è finita la mia responsabilità, la padronanza della mia vita. Il benessere non è solo la salute fisica, ma un insieme di cose.
Se vi sentite scontenti potete dire di star bene? Per stare bene a volte bisogna scegliere ogni giorno tra la scontentezza e la padronanza (responsabilità). La responsabilità non vuol dire però faccio 10 trattamenti per risolvere qualcosa. Nessun trattamento è valido se non c'è la partecipazione e il voler star bene, oltre la costanza, della persona. Nessuno dice che sia semplice, né oggi né ieri. Ma una volta presa in mano la propria vita, nessuno tornernà indietro.
Questo è ciò che nutre il cuore, la consapevolezza e quindi la padronanza della propria vita.











