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RIFLESSOLOGIA IN GRAVIDANZA


La pace ha inizio nell’utero materno. Il segreto per migliorare l’avvenire dell’umanità si trova proprio nella vita prima della nascita

Gandhi


La gravidanza è un periodo speciale per ogni donna in cui, fin da subito, si va incontro ai grandi cambiamenti ormonali e quindi emotivi. La donna diventa un corpo d’ascolto interiore e segue i suoi ritmi. Il suo utero diventa la matrice, la casa del bambino che formerà, ma anche nutrirà di informazioni sensoriali ed emotive che tesseranno il “vestito” con cui si relazionerà con il mondo una volta nato. Da qui l’importanza di massaggiare le donne incinta, per sostenere i cambiamenti emotivi e facilitare la loro espressione.A livello fisico ci possono essere dei disturbi come le nausee causate dagli ormoni, come la gonadotropina corionica (Hcg), oppure il bruciore dello stomaco quando il bambino crescerà e comprimerà i visceri interni. Può presentarsi stitichezza a cui fare attenzione perché può essere la causa successivamente di emorroidi. Oppure mal di schiena, sciatica, diabete gestazionale, anemia, disfunzione pubica, cistiti, ipertensione, edema. Tanti disturbi si possono evitare e prevenire diminuendo i rischi sia per la mamma che per bambino. Ecco perché la prevenzione in gravidanza è fondamentale che inizi fin da subito, oltre a tutti benefici che si trarranno dal trattamento.Il vantaggio di fare riflessologia plantare in gravidanza:– accompagna la donna in tutte le fasi– previene i disturbi che possono manifestarsi e li tratta se si presentano– prepara il corpo della donna al grande evento: la nascitaTrattando una donna in gravidanza si trattano due esseri: la madre e il bambino di riflesso.Il corpo della donna contiene in sé tutte le risorse necessarie per dare alla luce il proprio bambino, ha solo bisogno di sentirsi al sicuro, di essere sostenuta e aiutata, affinché la gravidanza trascorra in un modo sereno e il parto avvenga nel modo più naturale possibile.

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RIFLESSOLOGIA E INFERTILITà

La difficoltà di concepire racchiude in sé cause sia fisiche, che psicologiche, emotive e relazionali. Spesso dietro una maternità e una paternità mancate si nascondono storie personali difficili, traumi e sofferenze non elaborate che in qualche modo impediscono di andare oltre.Solo sentendo la parola “infertilità” si prova la sensazione di avere un corpo che non è in grado di dare vita, incompleto, guasto, arido; senso di inadeguatezza e incapacità per lui e tanti silenzi colmi di dolore, spesso difficili anche da raccontare. Io non amo usare la definizione “infertilità”, le parole sono semi che crescono e fanno male.Per me come riflessologa, accompagnare verso la maternità è un viaggio più difficile che mette alla prova tutto, ma è anche quello che mi riempie di gioia quando vedo i risultati negli occhi lucidi, questa volta di gioia, della persona che si rivolge a me.Negli ultimi tempi, un po’ per la vita che facciamo, un po’ per l’inquinamento ambientale, la percentuale di coppie che non riescono a concepire è cresciuta e con quella anche le tentazioni di procreazione assistita. Ma ci sono i casi (2 coppie su 3) dove anche l’alta tecnologia fallisce. Non esiste un metodo infallibile per assicurare la buona riuscita, nessuno ve lo può garantire, proprio perché sono tanti fattori che influenzano l’esito. Ma esiste una strada diversa, quella di rendersi consapevoli del proprio corpo, della propria ciclicità ed eventuali ostacoli fisici ed emotivi.Il percorso, perché proprio di un percorso si tratta, inizia con il primo passo di raccogliere tutte le informazioni utili per avere un quadro completo della situazione e poi si procede con il percorso personalizzato.Il mio modo di lavorare si divide principalmente in due fasi. Nella prima si lavora sul ciclo mestruale, perché tutto comincia dagli ormoni, ed eventualmente se ci sono delle problematiche legate ad esso. Successivamente si prosegue con il concepimento. In ogni fase del ciclo mestruale il trattamento cambia, proprio per aiutare il corpo a svolgere la sua funzione fisiologica. Questo vale anche quando si passa alla seconda fase con l’intenzione di creare l’ambiente adeguato e favorevole per il concepire e portare avanti la gravidanza.Per gli uomini il percorso è diverso. Purtroppo è raro vedere in Italia uomini che scelgono di farsi trattare, forse è un tasto talmente dolente che si tende ad evitare piuttosto che affrontarlo, ma in realtà la ricerca di gravidanza riguarda tutti e due e quindi è auspicabile ricevere i trattamenti di riflessologia anche se non ci sono cause fisiche.La riflessologia plantare tratta condizioni come:– difficoltà di concepire senza una causa detta “infertilità idiopatica”– difficoltà di concepire a causa di…– procreazione assistitaQuesto riguarda sia la donna che l’uomo.Oltre che aiutare al corpo da sostenere il processo, dobbiamo ricostruire un’altra cosa che spesso vacilla in questi percorsi cosi delicati, ovvero la fiducia. È la base di ogni riuscita ed è proprio quella che manca quando si tratta del viaggio verso la gravidanza che tarda ad arrivare. È un periodo molto delicato per la coppia che tende a vivere il rapporto per arrivare ad uno scopo a scapito di ciò che dovrebbe essere: la ricerca del piacere dell’atto stesso.

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RIFLESSOLOGIA E DOLORE

Il dolore è “un'esperienza sensoriale ed emozionale spiacevole associata a danno tessutale”.Ha la sua funzione vitale ed è quella di portare l’attenzione nella zona danneggiata e indagare sull'origine della sua insorgenza. Un dolore è fisiologico ed è distribuito dal sistema nervoso che fa parte del sistema di difesa che segnala una lesione, un danno. Il sistema nervoso centrale è il centro di comando di tutte le attività corporee, sia fisiche che psichiche. Diventa patologico quando si auto-mantiene, perdendo il significato iniziale e diventando a sua volta una malattia.Obiettivo della riflessologia plantare non è imparare a gestire il dolore, ma l’eliminazione di esso.Con la riflessologia plantare si lavora per via riflessa, sfruttando il vantaggio che è quello di avere il sistema nervoso in comune. Nel nostro corpo disponiamo già di una ‘farmacia’ fatta di ormoni, che è la biochimica guidata dall’ipofisi che fa da ponte tra il sistema nervoso e ormonale. Quando siamo in stato di benessere il nostro corpo produce le endorfine (antidoto del dolore), la riflessologia mira a riportare il corpo in uno stato di benessere disinnescando un sistema di controllo e resistenza che pone il corpo nel sentire un dolore. Liberando la fascia, le articolazioni, riportiamo il corpo nello stato di libero movimento e ad avere la qualità della vita che avevamo perso.Quando siamo in salute, il corpo tace, quando ci fa male qualcosa la nostra attenzione viene portata all’interno, costringendoci e a volte anche impedendo, di fare un movimento.Con degli ottimi risultati la riflessologia plantare è uno strumento adatto sia per dolori acuti che cronici, stati infiammatori, malattie autoimmuni.Il metodo che uso io non è doloroso, proprio per non provocare e sommare un ulteriore dolore. Riflessologia in movimento, studiata positivamente per liberarsi dal dolore in un modo dolce e il meno doloroso possibile. Si fa la valutazione e i risultati arrivano con tanta soddisfazione.Non sottovalutiamo la capacita di nostro corpo di segnalare un danno. Spesso la prima cosa che ci viene in mente quando proviamo un dolore che ci impedisce di fare la vita di prima, è prendere un antidolorifico che spegne un ricettore che segnala il dolore e occasionalmente ci dà del sollievo, ma a lungo andare il corpo si adatta al dolore e sposta l’attenzione magari ad un danno più grave, in un organo. Finché consideriamo un dolore un nemico, non capiremo che il nostro corpo è nostro alleato e non ci tradisce all'improvviso, solo che non sempre lo abbiamo ascoltato quando chiedeva di rallentare, di non oltrepassare il limite, o semplicemente indicava un suo disaggio interno.Emicrania, sindrome premestruale, sciatalgia, artrite reumatoide, fibromialgia, artrosi, tendinite, colite ulcerosa, traumi, dolori muscolo scheletrico, gomito del tennista, morbo di cronh, infiammazioni di varia natura.Nessuno sceglie di star male, un dolore è un grido del corpo (o dell’anima) che chiede di essere aiutato, riparato, risanato e... compreso.

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RIFLESSOLOGIA NEONATALE

Negli ultimi decenni sono state fatte tante ricerche a proposito del bambino-feto e il neonato, e le conoscenze che abbiamo oggi sul sentire fetale e neonatale sono sufficienti per considerare l’importanza del contatto come nutrimento e come uno dei bisogni primari del neonato. Il tatto è il primo senso a svilupparsi durante la gestazione, intorno al terzo mese, infatti la mamma anche inconsciamente accarezza la sua pancia massaggiando il suo bambino. La relazione che si instaura tra madre e figlio e poi, attraverso la mamma, anche col papa, fin dalla gravidanza è un faro di luce che guida la nascita e l’accudimento del neo-nato. Una cosa importante da considerare è che il neonato è un essere senziente, una persona a tutti gli effetti, anche se dipendente completamente dalla sua mamma. Il pianto incompreso del piccolo spesso è l’unico modo che bambino ha di comunicare il suo disagio, la sua paura, il suo sentire, non dimentichiamo che la nascita è un fatto traumatico sempre.La stimolazione tattile*, è essenziale per lo sviluppo sano a livello fisico, psichico e sociale del bambino. Il contatto è uno strumento di comunicazione delle emozioni, ma anche la creazione del proprio io, infatti grazie alle sensazioni percepite sulla pelle il bambino capisce: io esisto.Entrare in contatto con il bambino vuol dire ascoltarlo. Prima ancora di vedere e capire, il bambino sente. Il sistema nervoso di un bambino è velocissimo, non condizionato, ed è in grado di percepire il nostro stato d’umore, l’ansia o l’insicurezza. Ogni donna, anche se si sente inadeguata, davanti ad un cambiamento così radicale, ha tutte le competenze per prendersi cura del suo bambino, a patto che si senta sostenuta e nutrita a sua volta. Ecco perché prima di insegnare la riflessologia plantare ai genitori, mi prendo cura anche della mamma.Perché fare la riflessologia plantare al bambino? Perché è un rimedio naturale a tanti piccoli problemi oltre che essere un metodo semplice che può essere insegnato e fatto anche dal genitore in qualsiasi momento e bisogno.Può essere applicata dal primo giorno di nascita del bambino e in ogni momento della sua giornata.La riflessologia plantare può essere fatta sia per un disturbo che per prevenzione, sia per lasciare andare il vissuto del parto traumatico ( in questo caso esiste la tecnica metamorfica applicata sia al bambino che all’adulto, nata proprio come tecnica pre-natale per i traumi).Il piedino del neonato è diverso da quello del bambino che cammina, come sarà diverso il modo di fare la riflessologia. Un neonato non ha bisogno di tempi lunghi di trattamento, ma pochi minuti ripetuti costantemente anche più volte nell’arco della giornata. I tempi del trattamento? Lo decide il bambino ritirando da sè il piedino.I benefici della riflessologia per neonato sono:- stitichezza,dolori addominali, coliche- aiuta la digestione- asma e problemi respiratori, singhiozzo- alterazione sonno-veglia- agitazione e nervosismo- rinforza il sistema immunitario- otiti, sinusiti, dolori da dentizione- raffreddori, mal di gola, febbre- migliora la percezione di sé e la fiducia in se stessi- praticata dai genitori rafforza relazione genitore-figlio, inoltre è un ottimo strumento per i genitori che lavorano tanto (le problematiche di pelle sono dovute alla separazione percepita dal bambino). Si crea una continuum e rafforza il legame. Non è mai troppo presto per iniziare! "Il linguaggio della pelle. Il senso del tatto nello sviluppo fisico e comportamentale del bambino", Ashley Montagu