PRIMA IL DOVERE POI IL PIACERE
Prendete sul serio il vostro piacere.(Charles Eames)
LA BELLEZZA COME CURA
"Ci vuole la bellezza per uscire dall' inferno"
RIFLESSOLOGIA PLANTARE E ONCOLOGIA
La domanda più frequente che viene posta a noi riflessologi quando si tratta di oncologia è:
- La riflessologia, in un malato di tumore, può diffondere la malattia?
È un dubbio che nasce dal fatto che non abbiamo chiaro come funziona la riflessologia. A differenza del massaggio linfodrenante, dove si va ad agire direttamente sui linfonodi con le manovre leggere, lente e di spinta, la riflessologia agisce sugli stessi linfonodi usando la via riflessa del sistema nervoso, quindi indirettamente.
La paura di affidarsi alla riflessologia quando è diagnosticato un tumore, è assolutamente infondata.
Esercitando una giusta pressione su determinati punti possiamo alleviare i disturbi collaterali dovute alla cura.
Si lavora per diminuire il dolore, la stipsi, la cefalea, le nausee, migliorare il sonno, l'appetito, la digestione e il buon funzionamento intestinale.
Le emozioni che accompagnano questo percorso sono tristezza, scoraggiamento, paura, ansia, rabbia, sfiducia, il senso del “mio corpo mi ha tradito”, “non sono più padrone/a del mio corpo”, “perché proprio a me”. Il sostegno fisico ed emotivo della persona che affronta un periodo cosi difficile è fondamentale, anche per i risulti della cura stessa che fa.
Con la riflessologia si riducono gli effetti collaterali dei farmaci stimolando degli organi emuntori per aiutare il corpo di pulire e recuperare la salute.
Ricordiamoci che la riflessologia non si occupa della malattia, ma della salute, affinché il corpo sia in grado di ripristinarla e ritrovare l’omeostasi.
Credo molto nella collaborazione e nell'unione delle forze tra la medicina allopatica e complementare, affinché possa dare tutte le risorse necessarie per affrontare la malattia e uscirne fuori nel miglior modo possibile.
Nei paesi come Svizzera, Spania, Francia e Stati Uniti, la riflessologia plantare fa parte dei percorsi del paziente oncologico. In Italia siamo ancora indietro, ma comunque ci sono dei timidi segnali di integrazione negli ospedali italiani.
Nel 2008 in Israele è stato organizzato un congresso importante da Mauricio Kruchik, che ho avuto modo di conoscere imparando da lui, sul tema di riflessologia e cancro. Sono stati portate delle testimonianze di casi (53 ) con dei ottimi risultati nel trattamento della persona colpita da tumore. Queste testimonianze sono state racchiuse in un libro “Reflexoloy of cancer patiens”
L'ARTE DELLA TRASFORMAZIONE
Nasce come Terapia Prenatale, più conosciuta come Tecnica Metamorfica, intuita e sviluppata negli anni ‘50 da un naturopata e riflessologo inglese che lavorava con i bambini disabili, Robert Sain John.
Nei nove mesi di gravidanza si forma non solo il corpo fisico, ma anche la matrice emotiva, mentale e comportamentale del bambino. Il periodo di sviluppo prenatale è riflesso nella spina dorsale che contiene il midollo spinale, la nostra scatola nera della vita, dove troviamo registrato tutto il nostro vissuto dal concepimento in poi. Lì troviamo i traumi, i blocchi, le paure e tutto ciò che impedisce il libero fluire dell’energia vitale. Il nostro modo di vivere e relazionarsi è condizionato dal nostro vissuto.
Non è un massaggio, ma una tecnica molto leggera nel tocco, eppure tanto profonda nel suo lavoro trasformativo. Si tratta di un manovra ripetuta e mantenuta in uno stato di presenza costante. Non si tratta del fare, ciò di cui siamo abituati, ma dell’essere lì insieme, senza condizionare il risultato. Usando una metafora, se le onde sono il nostro conscio, nelle profondità del mare dove il movimento è impercettibile, si trova l’inconscio. La tecnica metamorfica lavora sull’inconscio.
Una tecnica preziosa che includo nel mio “prendersi cura” della gravidanza e post parto, per aiutare a rilasciare le emozioni e i ricordi del parto.
È utile da fare in ogni momento in cui la persona vive un cambiamento, un momento difficile come un lutto, una separazione, un cambio di lavoro, una malattia, un trauma o un incidente.
Personalmente includo questa tecnica nel trattamento della riflessologia plantare quando sento che qualcosa impedisce di proseguire il trattamento. Quando la situazione non è chiara, quando non possiamo sapere cosa guida la persona a ricadere negli stessi processi che creano la malattia o anche un disagio psicologico o emotivo. È una vera tecnica trasformativa.
“Quello che il bruco chiama fine del mondo, il resto del mondo chiama farfalla”, Lao Tzu
L'ASCOLTO DEL MONDO
"L'ascolto ha a che fare con la generosità. Ti offri.
La gente non ascolta più, non toglie, non ricerca l'essenziale. Il nostro corpo è fatto di materia astratta al 75 percento. Astratto è arte, non ha materia. Tra te e l'arte c'è lo spazio che è fatto di affettività. L'astratto ti parla di sensazioni, di percezioni, non è definito. È più difficile togliere i condizionamenti e rimanere con quello che c'è, con l'essenziale. "
"Io e il silenzio siamo molto occupati. Non ho nulla da comunicare al mondo, non voglio nutrire ciò che il mondo offre. Voglio stare dentro, non fuori."
Sono due espressioni che mi hanno particolarmente colpito di una donna straordinaria, un'artista, una scultrice, una donna particolare e direi fuori dagli schemi.
Trovo molti spunti nell' ascoltare le persone che si sdraiano sul lettino. Lei è una donna d'arte che mi parla di bellezza, anche quando ad un certo momento della sua vita decide di non nutrire il mondo con la sua creati-vita e diventa intollerante alla vita stessa.
Si rivolge a me per le problematiche di tipo circolatorio e sappiamo bene che la circolazione è lo scorrere della vita. Ogni sintomo è simbolico e in qualche modo racconta il vissuto della persona.
Nei nostri discorsi spesso ci siamo intrecciate, lei parlando della scultura e io del corpo. È significativo sapere che la creatività risiede, per la medicina tradizionale cinese, nel fegato, un organo che non ha una forma delineata e precisa, potrei osare dire che è un organo astratto, capace di rigenerarsi continuamente.
Abbiamo toccato le forme tonde e spigolose e hanno un modo diverso di influenzare la nostra psiche e la nostra percezione. Le architetture del corpo, le ossa, le articolazioni, la colonna vertebrale, la solidità e dall'altra parte il seno, la pancia, i fianchi, le forme dell'accoglienza.
E quindi mi chiederete qual'è la cura alla chiusura verso il mondo? La bellezza stessa, quella che si rifiuta di vedere negli essere umani, quella del quotidiano, quella di ogni essere umano anche se è "diversamente pensante".
EMOZIONI OMBELICALI
L’uomo è dotato di tre centri. Il centro della vita è l'ombelico, il centro dei sentimenti è il cuore, il centro dei pensieri è la mente. Di questi tre, il centro del pensiero è il più esterno; segue il centro dei sentimenti, situato più in profondità, e ancora più in profondità si trova il centro dell’essere. Osho.
L'ombelico è il punto dove tutte le energie convergono e si uniscono, secondo la medicina tradizionale cinese. Per i taoisti rappresenta il Tao, l’equilibrio tra yin e yang. È il centro del corpo umano, la nostra prima ferita, la traccia del legame con la madre.
Tra l'ombelico della madre e l'ombelico del feto scorre continuamente una sorta di elettricità. Osho.
La donna in gravidanza è un centro d’ascolto e del sentire, un corpo pensante. Lo stato emozionale della mamma viene percepito dal bambino prenatale attraverso la vena ombelicale con effetti sia positivi che negativi: lo si vede spesso quando il bambino nella pancia della mamma stringe il cordone ombelicale con la manina se le emozioni che gli arrivano sono troppo forti (cosiddetti “effetti ombelicali” di cui parla Metthew Appleton).
Ci sono tante credenze riguardo l'ombelico e diversi modi di reciderlo oppure no, come nel caso della nascita con lotus birth.
È importante non tagliare subito l'ombelico per il passaggio di jing, la forza vitale.
Con il taglio del cordone ombelicale si segna la divisione dalla nostra fonte di nutrizione: madre. È una cicatrice fisica, ma anche energetica, un vortice che si apre sulle emozioni più profonde della persona, spesso e volentieri un punto ipersensibile.
Nella cultura mesoamericana, si crede che l'ombelico assorba le energie cosmiche, motivo per cui viene spesso coperto da una fascia.
Alcuni studi dicono che abbia il diretto collegamento con il cervello.
Nel mio modo di prendersi cura delle persone, spesso consiglio di applicare i rimedi floreali come i fiori di Bach sull’ombelico (per esempio, Star of Bethlehem dopo un parto difficile).
Questo è l’ombelico del mondo
senti che sale questa energia… Jovanotti
LA PRIMAVERA AI PIEDI
“È la natura dei fiori che essi sbocciano” Alice Walker
La sentite anche voi la primavera in arrivo?
La stagione collegata al risveglio, un’energia esplosiva e violenta come lo è la sua emozione: rabbia, collegata al fegato, un grande trasformatore del corpo.
Non a caso la parola fiore e trasformazione in cinese hanno una radice comune (hua), che significa trasformare.
Il fiore si apre verso il mondo come facciamo noi manifestandoci.
“Le forze soprannaturali della primavera creano il vento nel cielo e il legno sulla Terra. Nel corpo esse creano il fegato e i tendini; esse creano il colore verde...e danno alla voce capacità di emettere un suono gridato...esse creano gli occhi, il sapore acido e l’emozione della rabbia.”
( Classico di medicina interna dell’Imperatore Giallo)
Il fegato è un grande lavoratore, il generale degli eserciti, un grande difensore e stratega e come tale vuole essere rispettato. Quando conosciamo il rispetto e quando ci rispettiamo, non ci viene in mente di invadere l’altro.
Le idee, i progetti, le intuizioni, la creatività sono tutti doni dell’energia di questo organo.
L’emozione di cui si nutre è la rabbia che ci serve per liberarci da qualcosa, per prendere le decisioni, per chiudere qualche porta, per cambiare. Diventa però una forza implosiva e autodistruttiva se non la usiamo bene e ci rende rigidi, arrabbiati, frustrati, intolleranti.
La rabbia non va trattenuta, ma indirizzata verso la creazione di nuove soluzioni. Un fegato in eccesso crea l'aggressività, la violenza sia fisica che verbale fino ad arrivare a distruggere o annientare; in carenza ci rende codardi e in attesa che gli altri prendano le decisioni per noi. È un organo che corrisponde all'età da 0 ai 20 anni, anni di crescita; e si cresce quando smettiamo di dare la colpa agli altri, prendendoci la responsabilità delle proprie azioni.
Il mondo e il futuro in generale, appartengono alle persone fegatose, quelle che hanno il coraggio di usare la forza creatrice e non arrendersi mai.
Come facciamo ad aiutare il nostro fegato nel suo lavoro?
Intanto partendo dalla alimentazione: sapore amaro, acido e piccante (senza cedere nell’eccesso) ha un'azione disintossicante. Ogni eccesso, tra l’altro sia nel cibo che nelle abitudini di vita quotidiana, danneggia energeticamente il fegato. Attenzione dunque agli eccessi.
Le piante che aiutano a disintossicare sono : tarassaco (dente di leone), carciofo, cardo mariano, bardana.
Possiamo fare un ciclo di trattamenti di riflessologia plantare nel quale si lavorano gli organi emuntori per alleggerire il carico delle tossine e come prevenzione ai disturbi primaverili quali le allergie; oppure dei massaggi che puliscono il tessuto connettivo.
Possiamo indagare la rabbia, capire cosa ci vuole comunicare. Possiamo fare delle azioni utili come rispettare le necessità del nostro corpo, magari chiedendoci cosa ci vada di fare o di mangiare oggi: piccoli gesti d’amore verso la rinascita.
Primavera è l'inizio di ogni cosa, è la spinta verso il mondo, verso il risveglio. Buon inizio.
LACRIME
Liberatevi.
Fatele uscire le lacrime, non soffocatele nel dolore. Un cuore che non piange si indurisce e non sente più. Le lacrime lavano la ruggine dal cuore, lo strizzano come una spugna finché non ci sentiamo... vuoti.
Le nostre lacrime hanno una composizione chimica diversa a seconda delle emozione che proviamo: lacrime di dolore, di tristezza, di gioia, di paura.
Quando si piange non abbiamo bisogno di consigli o di essere tirati su. Fate sentire che ci siete e state lì. Insieme.
Il sale deve avere qualcosa di sacro.
Infatti si trova nel mare e nelle lacrime.
Khalil Gilbran
LA NOSTRA INTEGRITA' DI DONNE
La parola chiave del pavimento pelvico è integrità. La nostra integrità di donne.
In genere la prima volta che veniamo a conoscenza con questa parte del corpo, quando ci avviciniamo al parto, ma le problematiche del pavimento pelvico riguardano anche le donne prima della gravidanza.
1 donna su 4 soffre di problematiche dovute alla debolezza del pavimento pelvico, una condizione spesso taciuta con la rassegnazione trattandosi di una zona molto intima.
Pavimento pelvico:
• sostiene il carico emotivo
• condiziona la vita sociale e sessuale
• contiene memorie culturali, del primo rapporto sessuale ed esperienze vissute
• sede di emozioni profonde, dell’inconscio e dell’istinto
• sensibile ai sensi di colpa e del sentirsi in pericolo
Composto da 70 % di tessuto connettivo ( che contiene la memoria ) e 30 % dal tessuto muscolare. E come ogni muscolo per essere sentito deve essere ossigenato.
Sentire cosa? Bisogni fisiologici del corpo.
Di cosa ho bisogno? Chiedetevelo.
Non provate a rispondere, sentitelo.
Ha la funzione di contenere e lasciar andare. Fa parte dei diaframmi del corpo e come tale risponde all’istinto di sopravvivenza, ai pericoli percepiti attivando il sistema ortosimpatico contraendosi.
Respira, si alza, si abbassa, si apre e si chiude.
Si trova nel punto d’incontro tra Vaso Governatore e Vaso Concezione ( punto di incontro tra agire e sentire per la medicina tradizionale cinese) oltre ad essere collegato al 1 chakra : la radice.
Vista la sua importanza, vien da sè che una donna con problemi di pavimento pelvico deve essere indirizzata dalle figure competenti come ostetrica, infermiere, fisioterapista, medico purché specializzati nella valutazione del pavimento pelvico e rieducazione pelvica.
Ci tengo a specificare che la riflessologia non può sostituire queste figure, anche se agisce indirettamente sui muscoli e nervi della zona. La possiamo vedere però come un trattamento preventivo da attuare durante la gravidanza per rafforzare, nel senso rendere più elastico, il pavimento pelvico stimolando determinati punti per via nervosa.
Informare le donne dell’ importanza di questa zona e della possibilità di recuperare la propria integrità è fondamentale. Non c'è tabù che regga.
CHE DONNA VOGLIO ESSERE?
La forza delle donne è la forza creatrice che risiede in ognuna di noi. È la forza fluida delle acque, le nostre emozioni. Emozioni che sono il risultato del lavoro delle nostre ghiandole che ci connettono alla nostra parte spirituale.
La donna è Sacro Graal. Lei riceve, accumula, crea. Con la mestruazione si apre e diventa sensibile (anche alle parole), motivo per cui una volta le donna che mestruava si allontanava dal villaggio per vivere il suo tempo sacro. Non c'è nulla di sporco nel sangue fertile della donna. Essere consapevoli della propria fisiologia del ciclo mestruale permette di usare la propria forza femminile per vivere al meglio la propria natura, la propria creatività.
Allora danza, dipingi, canta, onora la tua vita, festeggiala ogni volta che puoi. Concediti del tempo. Ma soprattutto chiediti:
- Che donna voglio essere?











