UN RARO CASO DI...

Oggi vi faccio conoscere un piedino speciale e molto raro da vedere.
Si chiama sindattilia. Viene definita così la fusione di due o più dita dei piedi fin dalla nascita.
A volte capita di vederla su un piede, in questo caso in particolare, e per me è la prima volta, si trova su entrambi piedi.
( Grazie alla mamma che mi ha dato il permesso di condividerlo con voi)

Nella nostra visione più comune e riduttiva si potrebbe considerare un difetto, ma non lo è e ci dice tante cose..
Proviamo ad analizzare insieme.
Le dita dei nostri piedi sono considerate le aree del cervello. Il 2° dito corrisponde all'energia mentale e il 3° all'energia sessuale, in mezzo alle dita abbiamo gli occhi. Questa fusione ci parla della sua intelligenza e del suo carisma, della sua visione ampia delle cose.

Nelle dita troviamo anche l'inizio o la fine dei meridiani. Il terzo dito è "vuoto", ma nel secondo viaggia il meridiano dello stomaco. Tradotto in parole semplici potrebbe essere che il suo tessuto più  debole  dove questa bambina scarica tutte le tensione è  quello dello stomaco.

Cosa possiamo fare per rafforzarlo? Dobbiamo rispondere alle sue domande e nutrire la sua curiosità. È  fondamentale la famiglia dove ogni dubbio, ogni incertezza, ogni domanda trova la sua risposta.
È decisamente un piede diverso che contiene le sue caratteristiche e particolarità ma soprattutto un dono, quello di avere una visione più ampia, una sensibilità più  sviluppata, insomma ha qualcosa in più di noi esseri dalle dita dei piedi standard...se esistono dita dei piedi standard!


LA NOTTE BUIA

"E il naufragar m’è dolce in questo mare"

Giacomo Leopardi “Infinito”

Infinito, sconfinante, sconcertante, devastante, buio.. da pensare di non farcela più.
La notte… quando arriva la notte rimani sola, a tu-per-tu con quel che resta di te.
La notte non ha certezze, per questo non ci fa dormire.. la notte.
La notte chiede di naufragare, di morire, di fidarsi.

Nell’arresa troviamo il silenzio, la profondissima quiete, diamo spazio e voce all’anima.

Il dolore ha bisogno della nostra presenza, dedicandogli il tempo e tutte le cure necessarie, con dolcezza e pazienza.

Ringrazio il mio dolore che mi ha permesso di entrare in contatto profondo con quell' abisso da cui sono riemersa. Quel buio angosciante da cui nasce tutto. Ho intravisto la bellezza dell’anima dove tutto è possibile, dove i fiumi di emozioni scorrevano sui fogli bianchi e man mano riacquistavano la leggerezza dell’ essere. Il dolore: grazie a lui ho compreso cos’è l’Amore.

“La contemplazione è saper guardare il buio così a fondo fino a veder la luce”
Victor Hugo