NUTRIRE IL CONCEPIMENTO
Nutrire il concepimento può sembrare un termine strano, ma di fatto non lo è. Tutto ciò che introduciamo nel nostro corpo, diventa parte di noi e quindi sì, siamo ciò che mangiamo.
Quando affrontiamo la ricerca di una gravidanza che non arriva, più che mai bisogna soffermarsi sulle seguenti domande:
Che vita conduco?
Quanto è presente lo stress nella mia vita?
Com’è il mio ciclo mestruale?
Com’è la mia alimentazione?
In base agli studi della medicina tradizionale cinese, si possono consigliare e prediligere, anche per regolarizzare il ciclo mestruale, certi tipi di alimenti.
La gravidanza va pensata, desiderata, nutrita e sostenuta. La salute della coppia prima del concepimento ha un ruolo importante. Si dice ”la gravidanza inizia prima del concepimento” ed è cosi.
Portare avanti una gravidanza per una donna è un compito spesso faticoso, che richiede tante energie e risorse a cui accedere, che troviamo nella forza dei Reni e Surreni, tanto sollecitati dallo stress.
Si dice nella medicina tradizionale cinese, che nasciamo con un tot di energia di riserva, data dai nostri genitori, che possiamo consumare o mantenere, ma non aggiungere. Attingiamo alla nostra riserva ogni volta che ne abbiamo bisogno e la gravidanza richiede tanta energia.
Nutrire l’essenza (lo JING) nella alimentazione consapevole taoista, vuol dire introdurre nella nostra alimentazione i semi. I semi esprimono e racchiudono in sé il potenziale della pianta, è l’embrione della pianta, quindi collegati alla sessualità e fertilità, sostengono il nostro destino, motivo per cui vanno mangiati nei momenti dei grandi cambiamenti: adolescenza, vecchiaia, malattie, quando abbiamo bisogno di ricontattare le nostre risorse, tornare all’origine e ripartire da lì.
Il termine seme in cinese è l’ideogramma “zi” che vuol dire bambino. I semi esprimono il potenziale della vita. Ovviamente tutto deve essere equilibrato, senza esagerare.
Tutti i semi nutrono i Reni, uno per eccellenza è il sesamo. I semi di zucca, oltre ai Reni, nutrono anche la Milza, quelli di girasole i Polmoni, il lino il Fegato, il papavero e i semi di canapa l'asse Rene e Cuore. La relazione tra ciò che mi appassiona (cuore) e le mie risorse (rene).
“Dentro un seme c’è un mondo”
Loi Ciò maestro cinese.
FIBROMIALGIA
“Sono tutta un dolore”
“Non so come arrivare a stasera”
“Faccio prima a dirti dove non mi fa male”
“Ho la sensazione di camminare sul filo spinato”
“Non ce la faccio più”
Parliamo di un dolore migrante, persistente, diffuso, cronico. Accompagnato da stanchezza, ansia, insonnia, disturbi digestivi ed intestinali, dismenorrea, dolori articolari, mal di testa, poca concentrazione, depressione e tanta solitudine.
Parliamo di quel male conosciuto dal 4% della popolazione mondiale, principalmente donne, che non viene creduto finché non diagnosticato: la fibromialgia.
Chi di noi non conosce almeno una persona che ne soffre?
Fibromialgia spesso associata ai due aggettivi: “cronico” e “tende a peggiorare”. Suona come un verdetto che al primo impatto dà sollievo, perché finalmente viene riconosciuto quel dolore che non è un capriccio e subito dopo subentra la sfiducia, perché bisogna conviverci.
Antidolorifici e antidepressivi sono il pane quotidiano per chi sente il richiamo del dolore quotidianamente.
Un corpo devastato dal dolore che racconta la storia di un malessere scritto nella pelle, nei muscoli, nelle fibre del proprio corpo.
È difficile spiegare ad una persona cosa significhi “stai rilassata”, quando sente la tensione 24 ore su 24.
È altrettanto difficile convincere quel corpo di mollare la resistenza, il controllo e liberarsi dal dolore per provare il piacere di vivere.
È il compito e il volere di due sistemi: sistema nervoso ed ormonale che si incontrano nell’ipotalamo, che fa da ponte e da giudice di pace tra movimento e nutrimento.
La fibromialgia è complessa perché non riguarda solo un organo, un viscere, un apparato , ma… più organi, più sistemi che viaggiano insieme alle emozioni e allo stato psicologico in quanto indissolubili.
Farsi toccare per una persona che sente il dolore così famigliare, non è da poco, ma è il primo accenno verso la volontà di stare meglio, di procedere verso un cambiamento voluto da quella persona, sostenuto da chi si occupa e la accompagna con dei trattamenti perché il cambiamento spaventa sempre, ma è un passo da fare… insieme.
MENOPAUSA
“Al menarca una donna incontra il suo potere,
durante gli anni mestruali pratica il suo potere,
con la menopausa una donna diventa il suo potere”
detto dei Nativi Americani
Una fase così importante come la menopausa, nella vita di una donna va celebrata. Una volta esistevano i riti di passaggio, in cui una donna veniva accompagnata a questa fase così diversa dall'età fertile che la precede. Diversa perché cambiano i bisogni, diversa perché cambia lo stato ormonale di una donna e di conseguenza quello emotivo ed energetico.
Durante l’età fertile sperimentiamo la danza ormonale in continuo movimento, scandita da fasi ben precise che dura all’incirca 35-40 anni, per creare qualcosa, realizzare un progetto, più progetti, un figlio. Con l'avvicinarsi della menopausa, le acque si calmano, non abbiamo più bisogno di creare, ma di nutrire ciò che siamo. Ci siamo occupati della nostra famiglia, ora sentiamo il bisogno di passare al passo successivo e spesso sentiamo il bisogno di impegnarci nel sociale, occuparci della famiglia nella sua accezione più ampia.
Cos’è la menopausa? È la cessazione del ciclo mestruale per un anno. Viene preceduta dalla fase, più o meno turbolenta, che è il climaterio. Il termine “climaterio”, dal greco vuol dire “scalino”. Mi piace immaginarmi in questa fase, che può durare più anni, una donna che scende nello scantinato del proprio essere e fa ordine nella propria vita. Apre degli scatoloni messi da parte, i sogni o progetti che non ha potuto o voluto realizzare, quelle scatole pieni di ricordi, desideri autentici. Man mano che apre queste scatole prova delle emozioni, la memoria offuscata, confusione. Magari sente la tristezza, spesso la rabbia, il risentimento, la paura del tempo che passa. Che si manifestano con la sudorazione, vampate, ipertensione, e arriva la crisi. Una fase che può essere vista come un ostacolo se ci fermiamo alla manifestazione dei disturbi fisici che ci impediscono di fare la vita di prima, oppure l'opportunità di cambiare qualcosa e di riprendere in mano la propria vita. Una crisi che in realtà è la potatura dei rami secchi, per creare con onestà la propria vita. Non siamo più disposti a scendere ai compromessi e ci mettiamo al centro. Per la medicina tradizionale cinese i 49 anni (7x7) corrispondono all’inizio di una vita interiore. Dobbiamo scendere, in solitudine aprire quelle scatole, fare ordine, buttare via il “già vissuto”, accettare la morte simbolica della donna che si è state e rinascere perché si sa chi si è.
Menopausa vissuta consapevolmente è una rinascita, una seconda primavera. Non è una carenza, ma un fatto fisiologico e naturale che ha in sé un dono: esperienza, fermezza, stabilità.
Una donna durante il ciclo mestruale sperimenta e vive diversi archetipi, con l’entrata in menopausa diventa la “Vecchia Saggia”. Nelle culture Inca, le donne diventano Curandere.
In ogni cambiamento fisico/emotivo il nostro corpo accede alla riserva, quella forza che crea la salute e risiede nei nostri Reni e Surreni. Quella forza che ci supporta e aiuta a recuperare. Motivo per cui per affrontare questa fase abbiamo bisogno di riposo, abbassare il livello dello stress, ascoltarci, alimentarci in un modo sano.
Ci sono diversi studi che dimostrano la correlazione tra stress e le vampate. Il rilassamento profondo riduce le vampate del 50%.
Cos’è che crea lo stress per il corpo? La resistenza nell’adattarsi al flusso della vita.
La riflessologia plantare è un ottima alleata in questa fase della trasformazione della donna, insieme ai fiori di bach per sostenere energeticamente e la salvia (per citarne una) per calmare le vampate.
L’estrogeno, ormone che muove tutti i fluidi
Abbiamo diversi tipi di estrogeno, quello della menopausa si chiama estrone. È un tipo di estrogeno diverso, più stabile, più lineare.
Accettare il nuovo inizio, essere consapevoli di cosa stia succedendo nel proprio corpo e quali emozioni smuova, è il primo passo da fare per star bene.
Ricordatevi che una donna in menopausa è centrata, stabile e non ha bisogno di approvazioni. A me una donna cosi piace. E per citare una frase della mia attrice preferita, concludo:
“Solo con il tempo si impara ad essere più ciò che vuoi e meno ciò che gli altri vogliono che tu sia.” Meryl Streep.




