Se vi chiedessi qual è la fase del ciclo mestruale dove vi sentite più a disagio, che mi direste? La maggioranza mi risponderebbe il premestruo, elencandomi i disturbi legati alla sindrome premestruale.
Il premestruo non gode di ottima reputazione in questa società. Perché?
Perché è la fase dove la donna inizia a dire di no, è meno disponibile con gli altri, se non addirittura non lo è per niente.
È la fase particolarmente criticata. Più ci dicono: ma che hai ti devono venire? Più sale la tensione.
È la fase del “non mi stressare” e “non ti sopporto più ”
Non è una fase dove viene consigliato di prendere delle decisioni riguardo alla coppia, ma neanche le decisioni in generale.
In questa fase le ferite e la critica vengono tutti a galla e diventiamo le protagoniste di film tipo Xena sensibili alle grandi e piccole ingiustizie.
Le frecciatine volano perché quelle ferite siamo noi.
Ci sentiamo poco amate, non considerate, non valorizzate, non sostenute, non apprezzate nel lavoro, non … non… (aggiungete da sole)
È una fase dove bisogna posare i coltelli e tutto ciò che può ferire ( anche la parola), chiudere la porta al mondo esterno e chiedersi:
Quando nessuno mi guarda chi sono?
Riesco a vedere le mie ferite e prendermi cura di loro senza incolpare il capo, il marito, l’amante, l’amica, la suocera e il cassiere del supermercato?
Vista dall’altro punto di vista questa fase ha un grande potere trasformativo.

