La prima rappresentazione grafica della riflessologia plantare si trova in una tomba di un medico a Saqqara, in Egitto, e risale al 2.330 a.C.
In Europa, la riflessologia plantare inizia a svilupparsi grazie al dottor Fritzgeral (otorinolaringoiatra) nel 1917, che ha ideato la prima mappa del piede.
Il primo libro, pubblicato nel 1938, si intitolava “Le storie che i piedi possono raccontare”, scritto dalla riflessologa e fisioterapista, considerata la madre della riflessologia plantare, Eunice Ingham. Il suo metodo è stato divulgato da suo nipote Dwight C.Byers (scomparso il 30.08.2020) e da Hannè Marquart (nata nel 1933 e attualmente viva).
In Italia la riflessologia si sviluppa grazie a Elipio Zamponi che scrisse un libro intitolato “Guarire si può”