Perché papavero?

Per me il papavero rappresenta la saldezza interiore che si ha quando siamo connessi al cuore.
Ho sempre ammirato i papaveri, forse perché dove sono nata, in Ucraina, i papaveri e le spighe di grano sono ovunque.
È un fiore dal colore forte e deciso, ma allo stesso tempo appare delicato e fragile.
Cresce ovunque: tra i binari nelle stazioni, sbuca dall’asfalto, si propaga nei prati in grande compagnia, ma anche solitario. Non è una rosa, non mira alla perfezione, ma sa chi è e lo mostra fiero a tutti: la sua bellezza è la sua fragilità. La delicatezza dei suoi petali ricorda le ali di una farfalla, non provi il desiderio di coglierlo, ma solo di guardarlo. Quando arrivano le folate di vento abbiamo quasi paura che quei petali tanto delicati volino via, ma dopo aver danzato con il vento, ritornano come prima, più forti di prima.
Nella simbologia al papavero vengono dati tanti significati. I Greci lo avevano attribuito a Demetra, dea della terra e del grano, archetipo della madre e della fertilità, della nascita morte e rinascita con cui nacquero le stagioni, che durante la ricerca della figlia Persefone (o Core), rapita dal dio degli inferi (Ade), si ritrovò in un campo di papaveri e assaporandone uno, riuscì a dimenticare il suo dolore. Il papavero, infatti, da cui viene estratto l’oppio, è uno dei sedativi più usati nella storia della medicina. Allevia il dolore e dona sollievo alle sofferenze fisiche e a quelle più profonde, emotive.
Il frutto di questo fiore contiene i semi. I semi rappresentano la speranza, la fertilità, la continuità. Inoltre i semi nutrono l’essenza (Jing), nell’alimentazione taoista consapevole, si consigliano per la fertilità. I semi del papavero nutrono due organi fondamentali: Reni e Cuore. Organi che sostengono il concepimento. Nel cuore troviamo il nostro centro, la nostra consapevolezza e il nostro mandato (destino). Nei reni risiedono la forza e la volontà nel realizzarlo. Si dice che l’energia dei reni è l’energia di riserva che viene donata dai genitori al bambino a cui lui attinge ogni volta che ne ha bisogno, è la sua risorsa. Cuore e Reni, acqua e fuoco, rosso e nero… come un papavero. Il papavero è anche il simbolo del sangue e il sangue trasporta le emozioni nel corpo, la nostra vitalità, il nostro sentire, nutrendo ogni nostra cellula. Grazie alle emozioni che proviamo abbiamo la possibilità di crescere nella vita. Candace B. Pert, nota neuro-scienziata statunitense, studiò i recettori degli oppiacei dopo una caduta da cavallo che la costrinse ad assumere morfina. La sua scoperta rivoluzionaria ha messo in discussione il modo di pensare cartesiano e ha dimostrato che tra mente e corpo non c’è una scissione, il pensiero sul quale si basa la giovane scienza PNEI (Psico NeuroEndocrino Immunologia).

L’idea del papavero è stata un lampo, da quel momento ho visto i papaveri ovunque e mi sono affidata al mio sentire. Cosi è nato questo concetto che trovai collegamenti con ciò che faccio e ciò che sono. Dal momento della mia intuizione, non ho avuto più dubbi sull’identità di questo progetto.