Apro la mano e lascio andare insieme al vento la sabbia del mare. Nulla di essenziale mi può essere portato via. Mi avvio con l’autunno nei visceri più profondi del mio essere, per ascoltarmi. Lì trovo le gemme più preziose, i metalli che nutrono la mia terra interiore. Entro in contatto con la mia forza, la mia volontà d’animo, il mio credo, i miei valori, con la mia spada.
L ‘autunno è la saggezza di saper cogliere i frutti dell’estate e portare l’insegnamento in me. Non è il momento di parlare. Lo stare dell’autunno è stare nel silenzio, ascoltarmi dove vibrano ancora le mie emozioni, quelle sì che parlano di me.
La saggezza dell’autunno è saper discernere.
Fare spazio. E rimanere con ciò che si è.
Mi sento triste? Mi sento sola? Ho dei rimpianti? Ma soprattutto mi concedo di essere libera?
Libera di abbracciare qualcosa di diverso, accoglierlo così com’è, senza perdermi.
Libera di capire se cambio, perché non trovo ciò che voglio, oppure perché ho paura di trovarlo. Magari non so nemmeno cosa voglio.
Sono libera se prendo in mano lo scalpello e ci provo ogni giorno ad arrivare a me, a ciò che mi assomiglia di più.

Mi riconosco?