“Perché tu possa scegliere” non è solo un titolo, ma un augurio e un diritto che sta anche alla base della fisiologia femminile.
Se facciamo la media, nella vita di una donna abbiamo circa 400 mestruazioni, circa 400 ovulazioni. Se l’ovulazione servisse solo per concepire la natura sarebbe stata un po’ ottimista…
400 volte abbiamo la possibilità di… scegliere, sperimentare, creare, ma anche distruggere e ricreare. Come scegli un compagno, come scegli un lavoro, come scegli un vestito, scegli se dare la vita ad un progetto grande o piccolo che sia, scegli di avere un bambino o più bambini.
Le donne creative, e lo siamo tutte per natura, non vivono bene la propria ciclicità se non la assecondano. Cosa vuol dire assecondare?
Dare spazio a diverse donne che abitano in noi. E a volte fare pace tra di loro.

Non credete di non avere scelta nella vita. Non sentitevi vittime di nulla e di nessuno. Ogni cosa del nostro ciclo mestruale parla di una scelta. Scegliamo tutto. Scegliamo chi vogliamo essere.
Abbiamo creduto per dei secoli di avere qualcosa in meno, di non essere abbastanza. Abbiamo maledetto le mestruazioni, abbiamo dato la colpa agli ormoni, vissuti come un qualcosa che impedisce di fare una vita normale. Care donne, ciò che chiamiamo “normale” è monotono e lineare per noi. Non ci appartiene. Noi siamo la magia e forse arrivato il momento intanto di riconoscerlo e di usarlo per se stessi, poi per gli altri.

Quel sangue sporco è un insieme di fluidi preziosi che contengono le cellule staminali. Sapete cosa vuol dire?

“Che una cellula mestruale può scegliere di diventare Cuore” A. POPE

Rileggetelo più volte.

Vi invito a smettere di cercare le approvazioni dall’esterno, a smettere di umiliare l’uomo solo perché non ci capisce, a smettere di dare le colpe al Patriarcato nominandolo più volte al giorno, invertendo il flusso all’interno. Perché il nostro vero potere non è fuori, ma dentro e sta nell’essere. Se non vi sembra magico, se non vi sembra un vero potere, cosa lo è? Perché quando conosceremo noi stesse (partendo anche dalla nostra fisiologia) nessuno avrà il potere di farci sentire non abbastanza.
Altro esempio della scelta che facciamo sta nel concepimento: sapete vero che è l’ovulo che sceglie lo spermatozoo?

Faccio un paragone estremo: è comune pensare che le donne che non possono scegliere sono quelle pakistane, indiane, nigeriane. E noi, donne europee, come ce la caviamo con la libertà di scegliere?

Le nostre prigioni sono più sottili e meno evidenti.

  • Quanto mi sento libera di dire la mia in un contesto famigliare o lavorativo dove nessuno la pensa come me?
  • Quanto assecondo i miei desideri?
  • Quanto mi sento libera di realizzare un mio sogno?
  • Quanto ascolto me e quanto assecondo gli altri?
  • Quanto spazio dò alla mia creatività, al mio tempo, senza sentirmi in colpa?

So benissimo di essere perfino noiosa quanto insisto sulla libertà di scegliere, ma per me l’autenticità si esprime dove posso scegliere e vi auguro di sentirvi libere di poterlo fare.