La nostra storia è la storia del nostro cammino, incisa sulle piante dei nostri piedi. Una mappa che svela passo dopo passo il dolore sentito, un’emozione ricorrente, le potenzialità non viste e la sofferenza dell’anima.
Una volta si dava più importanza ai piedi, forse perché rappresentavano l’unico mezzo di spostamento. Poi abbiamo imparato a nasconderli, a vestirli e a volte anche a vergognarci di loro.
Noi che facciamo questo lavoro, dobbiamo ricordarci sempre del regalo che ci fa la persona mostrandoci la parte più vera di sé. Con umiltà e attenzione alle parole dette, col tocco gentile dei polpastrelli, ripercorriamo i percorsi fatti e con amore, ristabiliamo l’equilibrio perso.
I piedi che ci mostra la persona, celano i punti fragili che vanno maneggiati con cura, pazienza e delicatezza. Con le mani che conoscono il significato della parola “amore” (cura).